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Chiamare le donne “non uomini” non è inclusivo, è sessismo risalente alla storia antica

Un po’ di tempo fa Teen Vogue pubblicò un articolo sul sesso anale che definiva le donne come “non possessori di prostata”. Il loro intento era usare un linguaggio “inclusivo”, secondo l’ideologia trans infatti sarebbe transfobico chiamare donne coloro che non hanno la prostata. La rivista ha perpetuato una prospettiva sessista e patriarcale, definendo le donne come “non uomini”. Una prospettiva che si rifà al pensiero di Aristotele, il quale sosteneva che la donna fosse un “non uomo” piuttosto che un tipo distinto di umano.
Aristotele è vissuto in un tipo di società profondamente sessista che vedeva i maschi greci come gli umani per eccellenza mentre le femmine come derivati deformi.
Questo tipo di linguaggio non ha nulla di progressista, è stantio e misogino. Dividere il mondo in uomini e “non uomini” disumanizza e insulta le donne, che stanno combattendo una storia in cui sono state a lungo viste come “non-uomini”, piuttosto che come persone a pieno titolo.

Pubblicato da gendercritical92

Siamo femministe radicali gender critical.

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